Da mercoledì 6 aprile anche WhatsApp implementa la crittografia end-to-end

WhatsApp ha deciso di implementare un sistema di sicurezza per proteggere i dati dei propri utenti, una misura utile anche ad aziende e clienti che adesso vedranno protette le loro conversazioni private all’interno dell’app di messaggistica instantanea tra le più usate al mondo.

Il tema della privacy online si fa sempre più caldo e acceso specialmente dopo la diatriba Apple – F.B.I., sorta nel momento in cui la casa di Cupertino si è rifiutata di sbloccare gli iPhone dei due terroristi di San Bernardino. Poche settimane fa lo stesso Tim Cook, alla presentazione dell’iPhone SE e dell’iPad Pro 9.7”, ha ribadito la volontà della sua azienda nel tutelare sempre più la privacy dei suoi clienti.

Se l’impegno alla tutela dei dati degli utenti Apple fa riferimento all’accesso diretto alla memoria fisica del telefono, esistono molte applicazioni che si preoccupano di crittografare i dati che gli utenti decidono di inserire all’interno dei propri software. Famosissima Telegram, di cui abbiamo raccontato gli ultimi sviluppi, che da sempre offre sistemi di crittografia complessi e chat che si autodistruggono, c’è poi Signal, consigliata addirittura da Edward Snowden, e la più “classica” BBMessenger sviluppata in casa Blackberry che offre soluzioni di questo tipo da ormai un decennio.

Per ultima quindi si aggiunge WhatsApp, l’applicazione acquistata da Facebook per 19 miliardi di dollari ha infatti annunciato a tutti i suoi utenti una piccola rivoluzione: da oggi tutte le conversazioni (incluse foto, file e messaggi vocali) e le chiamate via App sono protetti con crittografia end-to-end, la stessa usata dalle applicazioni di cui vi abbiamo fatto un accenno nel precedente paragrafo.

Attraverso il suo blog la società spiega cosa comporta questa mini rivoluzione:

L’idea è semplice: quando mandi un messaggio, l’unica persona che può leggerla è la persona o il gruppo a cui lo hai mandato. Nessun altro può vedere cosa c’è nel messaggio. Non i criminali informatici. Non gli hacker. Non regimi oppressivi. Nemmeno noi. La crittografia end-to-end aiuta a rendere le comunicazioni fatte con WhatsApp private, come quelle che si fanno di persona.

Ma come funziona la crittografia end-to-end?

Crittografia WhatsApp

Messaggio Crittografia end-to-end WhatsApp

Il funzionamento è molto semplice: tutte le conversazioni, i file inviati e ricevuti, le foto condivise e le chiamate effettuate sono criptati. Nessuno, nemmeno le forze dell’ordine, gli hacker o i dipendenti di WhatsApp possono accedere ai dati degli utenti. Solo chi partecipa alla conversazione (emittente e ricevente, dunque) possiede la chiave di decriptazione per leggere quella determinata conversazione, questo vale ovviamente anche per le conversazioni di gruppo.

Una curiosità, se cliccate sul messaggio che è apparso in queste ore in automatico appare una nuova finestra di dialogo che offre tre possibilità: “Ok”, “Conferma” e “Per saperne di più”. Con “Ok” si torna subito alla chat, con “Per saperne di più” si viene reindirizzati al blog di WhatsApp e con “Conferma” si ha la possibilità di verificare manualmente che la chat sia effettivamente protetta dalla crittografia. L’ultima opzione è più che altro una curiosità, ma non un procedimento importante: la crittografia è attivata di default per tutti, senza dover fare nulla.

Attualmente, i servizi di comunicazione online che non utilizzano la crittografia end-to-end sono sempre meno,anche se sono tra i più utilizzati al mondo: Facebook Messenger, Hangouts, Viber, Skype e Snapchat e non ne sono dotati.